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Libri per adolescenti

Questo mese vogliamo condividere qualche domanda e qualche risposta prese da una presentazione di Stephenie Meyer al campus dell’Arizona State University in Tempe. Il primo romanzo della Meyer, Twilight, una storia di romanticismo/di vampiri/di horror ambientata in una scuola superiore, sale vertiginosamente alla posizione numero 5 della classifica del 2005 dei libri per ragazzi più venduti stilata dal New York Times. Ora ha due seguiti già programmati, e le quote del film sono state comprate da MTV Films, Paramount e Maverick Films. La Meyer dimostra di essere una presentatrice attraente, con intuizione e divertente e spesso ha un pubblico che ride a crepapelle. Siate sicuri di leggere la nostra intervista su Twilight posta in questa colonna.

Twilight
Intervista fatta da James Blasingame, Department of English, Arizona State University, Tempe, USA.

Quando Bella (Isabella) decide di passare i suoi giovani anni da liceale con il padre a Forks, Washington, mentre sua madre, tornata a Phoenix, Arizona, attraversa una potenziale nuova vita con un giocatore professionista di baseball, le solite paure si mettono in atto. Farà amicizia facilmente? Avrà qualcuno con cui sedersi durante il pranzo? Sarà accettata dalle persone, sebbene suo padre sia il capo della polizia? Le sue paure sono infondate, tuttavia, Bella trova un’inaspettata popolarità tra i ragazzi e le ragazze della nuova scuola. Viene anche notata dall’èlite della scuola: il misterioso e affascinate Edward Cullen. Edward Cullen è un membro di un’insolita ed esclusiva confraternita di ragazzi fisicamente perfetti che di solito, durante il pranzo in mensa, siedono ad un tavolo tutto loro. Sono dei ragazzi che non sembrano soccombere alla goffaggine dell’adolescenza o all’angoscia esistenziale tipica di quest’età di transizione. Non hanno difetti facciali, niente maldestri inciampi, niente giorni con brutti capelli, e mai un accenno ad un qualsiasi tentennamento della fiducia nelle loro corazze. Nella maggior parte delle comunità, questi ragazzi hanno un proprio gruppo, molto chiuso, e alla scuola superiore di Forks tutto questo è estremamente veritiero; infatti, quel tavolo di fisici perfetti (e di pelle d’avorio), sia nei ragazzi sia nelle ragazze, fanno tutti parte di una grande famiglia adottiva –i Cullen, guidati dal dottor Carlisle Cullen, un rispettato, affascinante e carismatico medico. Apparentemente i ragazzi Cullen non si mischiano con gli altri residenti a Forks, e nessuno conosce molto su di loro tranne che sono stati tutti adottati dal bravissimo dottore che tutti chiamano semplicemente “Carlisle”. Alla fine Bella viene a sapere, dallo stesso Edward, che i Cullen sono dei vampiri, ma non come quelli comunemente conosciuti nelle credenze. L’impegno di Carlisle è un nobile esperimento sui vampirismi che riguarda il sacrificio di vite umane e il nutrimento di solo sangue animale. I componenti della famiglia Cullen sono molto altruisti e graziosi nonostante i loro segreti e misteri. Bella ha delle qualità che Edward trova irresistibili nonostante le complicazioni. Di solito riesce a leggere nel pensiero di chiunque incontri, ma i pensieri di Bella sono inaccessibili, e poi c’è il suo profumo. Bella ha una fragranza personale, forse è il profumo del suo sangue che provoca ad Edward delle distrazioni. E quando il sogno di un’infatuazione in una scuola superiore diventa realtà (finiscono per essere compagni di laboratorio) Edward è costretto ad affrontare il fatto che questa nuova ragazza è diversa da tutte quelle che ha conosciuto nella sua (molto lunga) vita. Il desiderio di sangue umano non è del tutto assente dai pensieri e dalla fame di questi vampiri “buoni”, ma è saldamente sotto controllo. Tentando di capire le intricate relazioni che cerca di stabilire con i membri della famiglia di Edward, Bella si trova ad essere il premio di una sanguinolenta e macabra battaglia tra i suoi nuovi amici, nonché nuova famiglia, i Cullen, e un gruppo di nomadi vampiri “tradizionali”, i quali trovano Bella molto più attraente di quanto si aspettassero perché i Cullen la proteggono. Il seguente gioco del gatto e del topo, viene esteso attraverso tutta l’America dell’est ed è sia eccitante sia terrificante. Le azioni e la tensione salgono velocemente, e i fans del thriller/mistero, specialmente quelli a cui piacciono le storie dove vengono coinvolti serial killer del calibro di Hannibal Lector di Thomas Harris, si divertiranno a vedere le qualità demoniache di un antagonista terrificante portate ad un livello superiore in cui esse appartengono ad un succhiasangue, uovo del diavolo, creatura della notte come l’antagonista del libro di Stephenie Meyer, James, che i Cullen devono superare in astuzia e vincere attraverso i punti cruciali del libro. Sebbene sia una storia di vampiri, è anche un’innocente e dolce storia d’amore. I due amanti sono attirati uno dall’altro a causa di ragioni che non possono controllare, non sono sicuri di come portare avanti la relazione in mezzo ad amici e famiglia che sicuramente non capiscono, e la profondità e devozione del loro amore non è mai messa in discussione. Il loro amore è tanto spirituale quanto fisico nonostante non abbiano mai avuto relazioni intime (dovrai leggere il libro per scoprirne il perché). La scrittrice ha fatto notare che non è un’ossessionata di vampiri, ma che le piace immaginare una letteratura fantasiosa, come nelle storie di Orson Scott Card. Forse è proprio il suo amore per la letteratura che contribuisce alle affascinanti innovazioni nei suoi libri al di là delle tradizioni vampiresche. I vampiri della Meyer hanno meravigliose qualità che includono alcune delle caratteristiche classiche, come la pelle color avorio e i poteri soprannaturali, ma lei vuole creare un mito di vampiri che sia solo suo; essi vivono a Forks perché i raggi solari li fanno risplendere, ma la luce del sole non è dannosa ai vampiri della Meyer, anzi, è esattamente il contrario. La ragione per cui i Cullen non possono mai essere visti alla luce diretta del sole è perché la loro pelle brilla come le sfaccettature di un diamante. Qualunque talento un vampiro abbia nel suo o nella sua vita umana, come l’abilità di Edward di relazionarsi facilmente con i pensieri e le sensazioni degli altri, diventeranno poi un potere soprannaturale nella vita da vampiro, in tal modo Edward riesce a leggere la mente delle persone. I lettori a cui piacciono le tradizionali storie di vampiri saranno estremamente compiaciuti su come la Meyer ha interpretato questi tradizionali tratti. Nelle 512 pagine questo potrebbe sembrare molto più appropriato all’appetito dei lettori di fantasy, come potrebbe non esserlo; le pagine di questo libro passano veramente in fretta. Sebbene il contenuto sia adatto a giovani lettori, alcuni dei lettori adulti hanno confessato che hanno gradito il libro e non ci hanno trovato niente che lo consigli ad un pubblico di soli adolescenti. Twilight, probabilmente, è molto più accuratamente descritto, come un qualsiasi libro per adulti/ragazzi, di una lettura per adolescenti. Questo è un fantastico primo romanzo, e la Meyer sta sviluppando alcuni seguiti. I successivi libri di Twilight –New Moon e Eclipse (titolo sperimentale)- saranno difficili da trovare sugli scaffali delle librerie.

Intervista con Stephenie Meyer
Stephenie Meyer ha visitato il campus dell’Arizona State University in Tempe il 29 Novembre 2005, per parlare agli aspiranti scrittori, agli English and education majors, ai veteran English teachers, e a pochi giovani lettori. Domande e risposte sono state prese dalla trascrizione di tale presentazione.

James: Sei approdata alla notorietà con il tuo primo romanzo in un batter d’occhio. Ti sei abituata a vedere il tuo nome e quello dei tuoi libri nella lista dei libri più venduti del New York Times e ad avere persone che ti chiedono di apparire in ogni tipo di paese?
Stephenie: Sono ancora molto inesperta nel fare presentazioni, firmare libri e andare in giro come un vero scrittore, sebbene mi piaccia molto trovare giovani lettori in ogni paese, parlare dei miei libri e leggerli. Per lo più mi sento ancora una mamma e solamente “Stephenie” la maggior parte del tempo. Nel Giugno del 2003 mi sono seduta per scrivere e non mi sono mai fermata, e ora con il mio primo romanzo uscito nelle librerie sono nel bel mezzo del processo di curare la pubblicazione degli altri due libri. I miei programmi sono ancora intensi, ma ora ho il tour e le apparizioni oltre tutte le cose che avevo da fare prima (e che sto ancora facendo).

Membro del pubblico: Ho visto sul tuo sito che sei la devota madre di 3 bellissimi bambini molto attivi e sani: Gabe, 8 anni, Seth, 5 anni, e Eli, 3 anni, che da soli costituiscono un lavoro a tempo pieno e richiedono una gran quantità di energia in ogni momento. Quando hai la possibilità di insinuare la stesura dei romanzi nei tuoi programmi quotidiani?
Stephenie:
Per lo più dopo le otto, dopo che i bambini sono stati rimboccati sotto le coperte. Ho scritto molto della mia stesura di notte, spesso sacrificando il sonno. A volte riuscivo a scrivere qualcosa durante il giorno, dipendeva da cosa stessero facendo i bambini, ma, generalmente, portavo a termine la stesura di notte (il che si adatta benissimo con il tema dei vampiri!). La stesura fatta durante il giorno è più probabile che venga poi cambiata –è piuttosto difficile concentrarsi su una storia quando ogni 5 secondi devi dare a qualcuno un succo o una mela, quindi qualunque cosa finita durante il giorno veniva poi riletta e rivista. Voglio precisare una cosa sulla stesura; persino oggi, se tornassi a rileggermi qualche pagina della storia, probabilmente alla fine riuscirei a trovare almeno 5 parole che vorrei cambiare, quindi non hai mai veramente finito; devi solo trovare il posto giusto per abbandonarti ai tuoi sensi. Mentre stavo scrivendo nessuno, eccetto la mia sorella maggiore Emily, sapeva che stavo effettivamente scrivendo che cosa alla fine sarebbe successo nel libro. Lei è ancora la mia più grande fan e ama qualunque cosa io scriva. Leggeva ogni capitolo quando lo finivo, ed è stata l’unica che mi ha incoraggiato a provare a far pubblicare la storia. È la mia più grande sostenitrice e le sono veramente grata.

Membro del pubblico: Da dove ti è venuta l’ispirazione per Twilight? I personaggi e la storia sono così arricchiti di informazioni e di dettagli: Edward, Carlisle, Emmett, Rosalie, Alice –l’intera famiglia Cullen- sembrano sia umani che vampiri capaci di provare tutto, hanno l’incombere dell’angoscia esistenziale di persone che hanno sempre lottato contro battaglie intime e invisibili. Hai catturato la classica essenza di vampiro e l’hai modernizzata. Sei molto ben versata in Anne Rice o in altri autori di storie di vampiri? E riguardo ai film –chi è il miglior vampiro di sempre: Gary Oldman, Frank Lagella, o forse Bella Lugosi o persino la star Max Shreck che interpretò Nosferatu nel 1922?

Stephenie:
Veramente non sono un’esperta sulla materia dei vampiri. Non ho letto molti dei romanzi su di essi –forse uno, ma non ne ricordo il titolo e non penso di aver mai visto un film sui vampiri. Mi hanno chiesto in un’intervista, per esempio una per l’Amazon.com, di citare i miei libri e i miei film preferiti sui vampiri e non ho potuto. Alcune persone sostengono che assomiglio molto ad un vampiro –in effetti hanno ragione sotto alcuni aspetti; infatti, un giornalista, una volta, scrisse l’articolo dicendo che ero tutta vestita di nero, e niente potrebbe essere più lontano dalla realtà. Lo stile Goth non fa veramente per me. Effettivamente la premessa di Twilight mi arrivò tramite un sogno. Nel mio sogno, che poi diventò la scena della radura del capitolo 13, riuscii a vedere una giovane ragazza abbracciare un altro giovane magnifico ragazzo, in un bellissimo prato circondato da una foresta, e non so come ma sapevo che lui era un vampiro. Nel sogno c’era una potentissima attrazione tra i due. Quando ho cominciato a scrivere tutto questo non avevo idea di dove sarei andata a parare. Ho cominciato a scrivere la scena vista nel mio sogno e quando la finii ero così interessata ai personaggi che volevo vedere cosa gli sarebbe successo in seguito. Ho scritto dal capitolo 13 fino alla fine, e poi sono tornata indietro e ho scritto l’inizio, ora ho un’idea migliore di dove voglio arrivare perché so che devo far combaciare l’inizio e la fine. Non mi stavo rendendo conto di scrivere un libro fino a che non l’ho finito. Ho cominciato a scrivere la storia per divertimento, così non sono mai stata intimidita dalla difficoltà di scrivere un romanzo, non mi sono mai sentita come se dovessi fare tutto per forza. Non ho mai pensato, persino, che l’avrei lasciato leggere a qualcuno, lasciar scoprire i miei pensieri, poi ho deciso che avrei provato a pubblicarlo –era solo per me, così per gioco, e non mi sono mai autoimposta nessuna pressione.

Membro del pubblico: Come sei arrivata alla decisione su cosa fare poi dopo aver steso il manoscritto? Come facevi a sapere o a decidere di diffondere il libro in un certo genere o in una certa cerchia d’età?
Stephenie:
Alcune persone, inclusi alcuni degli studenti qui stasera, hanno detto che, generalmente, non si interessano a storie di vampiri, ma sono stati agganciati da Twilight e non hanno saputo resistere. Suppongo che sia una storia di vampiri in cui non c’è bisogno che tu sia un fanatico di essi per far sì che il libro ti piaccia. Ci ho messo molto tempo prima di decidere che genere fosse esattamente e anche per quale tipo di pubblico fosse stato scritto –non avevo veramente nessun’idea riguardo a tutto questo, e non penso neanche che sia fatto esclusivamente per certe categorie. Effettivamente ho spedito il manoscritto ad agenti sia di case editrici per adulti che per giovani. È stato solo un caso che il primo agente che mi ha invitato a prendere in considerazione un contratto di lavoro era un agente di una casa editrice sia per adulti sia per ragazzi. Avevo scritto il romanzo dall’alto dei miei 29 anni e ho una sorta di fan club di una trentina di amici che amano il mio libro, così mi sono detta che, probabilmente, era appropriato sia per i lettori adulti sia per quelli giovani, ma non troppo.

Membro del pubblico: Come hai fatto a creare i tuoi personaggi così bene? Quali tecniche usi per svilupparli?
Stephenie:
Trascorro molto tempo a pensare ai miei personaggi anche fuori dal contesto del libro. Quando sono in macchina, per esempio, spesso ascolto la musica con i miei personaggi in mente; così, a volte, mentre sento una canzone inizio a pensare: “Ooooh, questa è una canzone da Edward” oppure, “Questa è una canzone da Jacob”. Quando guardo la TV penso a quale personaggio del mio libro potrebbero interpretare determinati attori. Ho una sorta di ossessione per i miei personaggi; sono l’essenza del libro per me, e tutto quello che succede scaturisce da quello che loro sono. Piuttosto lascio che prendano loro il controllo della storia; infatti, ora sto scrivendo un romanzo di fantascienza per adulti, ho cominciato la storia con uno dei personaggi che era poco cattivo, ma l’ho lasciato svilupparsi da solo e ora ha preso il controllo di tutta la storia.

Membro del pubblico: Conoscevi il nome di Bella fin dall’inizio, addirittura lo sapevi già grazie al sogno?
Stephenie:
No, i due personaggi del sogno sono stati semplicemente “Lui” e “Lei” per molto tempo. Quello che successe era che ognuno dei miei bambini, Gabe, Seth e Eli si sarebbero dovuti chiamare Isabella se fossero state delle bambine. Questo sarebbe stato il nome della mia bambina, ma ho pensato: “Siccome non ho mai potuto usare questo nome, mettiamolo nel libro”. All’inizio non pensavo che fosse adatto, ma è cresciuto in me. Con gli altri personaggi tendevo ad attribuire il nome rispetto all’epoca in cui erano nati e sono andata a vedere i rapporti e i documenti delle varie epoche. Per esempio, ho preso il nome Jasper da un documento dell’esercito Texano per la Confederazione durante la Guerra Civile.

Membro del pubblico: Le origini e le storie dei Nativi Americani che appaiono nel libro sei andata tu a cercarle?
Stephenie:
Si, l’ho fatto. Ho fatto molte ricerche sui Quileutes, le origini a cui appartengono Jacob e Billy. Tutte le leggende del libro sono parti delle loro tradizioni, i licantropi e tutto il resto. L’unica leggenda che non fa parte delle tradizioni dei Quileutes è quella che include anche i Cullen.

James: Sebbene alcuni dei personaggi siano vampiri e nonostante ci sia sempre la consapevolezza che i Cullen hanno ucciso delle persone e che la loro sete, sebbene sia sotto controllo, esiste sempre e comunque con Edward nei suoi momenti più intimi con Bella –sebbene tutte queste cose siano vere, sei riuscita a creare una vera storia d’amore dolce e innocente. Com’è possibile tutto questo?
Stephenie:
Il succo del sogno che ho avuto era il senso di quest’innocente e altruista amore che va avanti, con la tendenza nascosta, però, di un desiderio di morderla e ucciderla. Ho provato a fare l’esperimento di riscrivere il primo capitolo del romanzo dal punto di vista di Edward, ed è venuta fuori molta più sete di sangue dal punto di vista di un vampiro. Stavo pensando di inserire questo capitolo dalla prospettiva di Edward alla fine del libro, quando uscirà.

James: Che cosa puoi dirci riguardo alla possibilità di un film su Twiligh?
Stephenie:
Posso dire che la MTV Films, Paramount e Maverick Films ha comprato i diritti per farne un film. So che sono alla loro seconda revisione di un libro, quindi sembrano seriamente intenzionati a trasformare il tutto in un film –sebbene sia solo il 20% dei libri, di cui gli studi ha comprato i diritti, ad essere messi sul grande schermo. Ho grandi speranze per Twilight, comunque, ci sono già degli attori, che saranno la mia prima scelta, che ho pensato siano adatti a certi ruoli, inclusi Henry Cavill per Edward, Emily Browning per Bella, Charlie Humann per Carlisle, Rachel Leigh Cook per Alice, Graham Greene per Billy, Cillian Murphy per James e Daniel Cudmore per Emmett. Sono anche interessata alle opinioni e ai pensieri degli altri, ovviamente, infatti, ho creato un indirizzo e-mail apposta per questi suggerimenti: actorsuggestions@stepheniemeyer.com

Fonte
Grazie a La Dide • per la traduzione



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