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Intervista ad una scrittrice: Stephenie Meyer per Twilight
Stephenie Meyer è la scrittrice d’esordio di Twilight (Little Brown 2005). Dal riassunto di una copia del libro:
“Isabella Swan si trasferisce a Forks, una piccola e piovosa cittadina di Washington, è il trasloco più noioso che abbia mai fatto. Ma una volta incontra il misterioso e affascinante Edward Cullen, la vita di Isabella prenderà una piega elettrizzante e terrificante. Fino ad ora Edward era riuscito a tenere segreta la sua identità di vampiro alla piccola comunità in cui viveva, ma nessuno è al sicuro, specialmente Isabella, la persona a cui Edward tiene di più. Il loro amore li porta entrambi in precario equilibrio sulla lama di un coltello – tra il desiderio e il pericolo. Profondamente romantico e straordinariamente intenso, Twilight interpreta la lotta tra resistere ai propri istinti o soddisfare i propri desideri. Questa è una storia d’amore dal sapore piccante.”
Stephenie Meyer: “Sono nata alla vigilia di Natale (fatto che mi ha sempre donato un brutto atteggiamento rispetto ai compleanni in generale) a Hatford, Connecticut, e poi subito trapiantata in un clima più ragionevole. Ho vissuto nell’Arizona gran parte della mia vita, e considero gelide le temperature sotto i 75 gradi Celsius. Sono la seconda di sei fratelli. Penso che provenire da una grande famiglia mi abbia dato molte intuizioni nel catalogare differenti tipi di carattere –i miei fratelli a volte compaiono come personaggi nelle mie storie. Ho un marito e tre bambini, i quali sono tutti un po’ sconcertati dalla mia improvvisa carriera, trasformata da mamma a scrittrice. Una lettrice da tutta la vita, non ho cominciato a scrivere fino all’età di 29 anni, ma una volta cominciato non sono più stata capace di fermarmi. Twilight è il mio primo romanzo. Il suo seguito, New Moon (Little Brown) è uscito questo Ottobre. Ho vari altri progetti che attualmente mi occupano, uno dei quali è un romanzo di fantascienza momentaneamente chiamato “The Host”, e un altro è un rifacimento di Twilight dal punto di vista di Edward”.
Potresti descrivere il percorso della tua pubblicazione? Quali sono stati i momenti salienti e le complicazioni sulla strada?
Sono stata incredibilmente (e insolitamente) fortunata con il percorso di pubblicazione. Ho scritto Twilight nell’estate del 2003. Non ho mai pensato alla sua pubblicazione fino a che non l’ho interamente finito –avevo semplicemente detto la storia a me stessa. Scrivendo giusto per il gusto do farlo, solo per mio piacere personale, è stato certamente il momento più bella di tutta l’esperienza. Mia sorella maggiore (la sola persona che sapeva cosa stavo facendo) mi ha incoraggiata a trovare qualcuno che lo pubblicasse. Ho iniziato a fare domande di pubblicazione e a considerare le agenzie letterarie. Ma ho lavorato abbastanza da mandare circa 15 domande. Ho avuto solo una delusione, ma era dall’agenzia in cima alla mia lista. Writers Houses mi rispose nell’Ottobre del 2003, e poi, in due settimane avevo 9 editori interessati a Twilight. Little Brown & Co. furono i più veloci – fecero un’offerta di tre libri.
Quale è stata la prima ispirazione che ti ha permesso di Scrivere Twilight (Megan Tingley/Little Brown, 2005)?
Twilight è ispirato ad un sogno. È stato uno di quei sogni che non dimenticherò mai (la memoria a breve termine è uno dei rischi della metrnità), così mi sono seduta al computer e l’ho scritto. Ho scritto 10 pagine quel giorno. Queste 10 pagine sono ora il capitolo 13, “Confessioni”, e il vero cuore del romanzo. Prima ho scritto tutto quello che ho sognato, ero entusiasta di sapere di più riguardo a quello che sarebbe successo a questi intriganti personaggi. Così ho preso a scrivere, conducendo la storia come volevo. È un miracolo che il libro abbia un senso! Non avevo nessun tipo di organizzazione.
Quali sono i cambiamenti (letterari, di ricerca, psicologici, logistici) che hanno presi piede nella tua vita?
Il più grande cambiamento è stato trovare ancora tempo nella mia vita già del tutto indaffarata. Sono diventata qualcosa assomigliante ad un eremita quest’estate, trascurando gli amici, la famiglia e i miei normali hobbies. Sto ancora cercando di trovare il giusto equilibrio. Non ho fatto molto nel campo della ricerca poiché ho creato un mio unico mondo; infatti ho evitato tutte le cose per cui i vampiri sono spaventosi per non trovare qualcosa che contraddicesse la mia visione. Complessivamente è stata una delle esperienze più divertenti della mia vita –suppongo che il cambiamento psicologico eè stato accettare che Edward e Bella non sono persone reali (ancora non me ne sono interamente convinta).
Qual è il segreto del permanente richiamo al gothic fantasy, specialmente per i teenagers?
Non sono mai stata adatta per il gotico e per l’horror, quindi è difficile rispondere alla domanda. Ho dovuto pensare ai vampiri un bel po’ prima di cominciare a scrivere, e queste sono le conclusioni a cui sono giunta sul ruolo dei vampiri:
Sembra essere una parte della natura umana che si diverte ad essere paurosa in un mondo controllato. La popolarità dei romanzi e dei film horror, non citando le montagne russe, conta su questo. La maggior parte dei mostri che abbiamo creato per spaventarci sono interamente horror: zombies, paludi, streghe, licantropi, etc...tradizionalmente sono raccapriccianti e repellenti. Scappiamo da loro impauriti. I vampiri, dall’altro canto, hanno una natura alternativa. Certamente sono terrificanti e assassini, ma sono anche affascinanti. Hanno attributi che noi invidiamo, come la giovinezza eterna. Spesso sono molto fascinosi, ricchi, potenti e educati. A volte indossano lunghe vesti e vivono in castelli. Il paradosso che tiene duro per resistere, alla fine usato come soggetto si molte storie.
Quale consiglio hai da dare a tutti gli scrittori principianti?
Se ami scrivere, allora scrivi. Non lasciarti come traguardo l’avere un romanzo pubblicato ma quello di divertirti con le tue storie. Comunque, se finisci la tua storia e la vuoi condividere, sii coraggioso. Non dubitare della tua storia. Se sei un buon lettore, e sai cosa è interessante, e se per te la tua storia è interessante, credici. Se avessi scoperto che le storie nella mia testa erano così intriganti per gli altri quanto lo erano per me, avrei cominciato prima a scrivere. Credi nella tua abilità.
Se fossi un lettore, quali dei romanzi pubblicati dall’YA ti sarebbero piaciuti di più e perché?
Mi sarebbe piaciuto un bel po’ “Elsewhere” di Gabrielle Zevin, perché ha creato una specie di realtà alternativa. È una delle rare storie che mi ha fatto piangere in aeroporto. Sono acnhe una fan della serie “Traveling Pants” di Anne Brasheare e, ovviamente, non posso non nominare Harrry Potter. Sfortunatamente, uno dei sacrifici dello scrittore è non avere il tempo di portare avanti le proprie letture. Ci sono molti libri dell’YA che vorrei leggere.
Cosa si devono aspettare i fan?
New Moon, il seguito di Twilight, è il prossimo romanzo che comincerò. L’altro libro della serie è Eclipse.