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Intervista: Stephenie Meyer, l'autrice di Twilight

L’idea per ‘Twilight’ ti è venuta facendo un sogno. Vorresti riassumerci la vicenda?
Mi ricordo il giorno esatto in cui ho fatto quel sogno – era il 2 Giugno 2003 – perché era il primo giorno di lezioni di nuoto e il primo giorno della mia dieta post bambini che ritardavo da tempo ormai e inoltre avevo 1000 altre cose da fare. Mi ero svegliata quella mattina con un sogno molto vivido nella mente. Il sogno era realistico, forte, colorato…Era una conversazione tra un ragazzo ed una ragazza che prendeva luogo in un bellissimo, assolato prato in mezzo ad una tetra foresta. I due ragazzi erano innamorati l’uno dell’altra e stavano discutendo dei problemi che il loro amore creava, siccome lei era un essere umano e lui, invece, un vampiro. Il ragazzo era molto più bello del prato, e la sua schiena brillava come diamanti alla luce del sole. Era molto gentile ed educato, e ancora la potenzialità di una violenza era molto forte nella scena. Indugiavo ad alzarmi dal letto, pensavo al sogno e immaginavo cosa poteva accadere dopo. Alla fine mi sono dovuta alzare, ma il sogno è stato nella mia mente durante tutte le mie obbligazioni mattutine. Appena ho avuto un momento libero, mi sono seduta al computer e ho cominciato a stenderne una traccia così da non dimenticarmelo. Ho scritto 10 pagine quel giorno – che naturalmente è poi diventato il capitolo 13 – e quella notte ho cominciato ad immaginarmi come la storia fosse andata avanti se io non mi fossi svegliata. Ho scritto ogni singolo giorno per il resto dell’estate e ho finito il libro alla fine di Agosto.

Non hai tenuto niente di nascosto riguardo il tuo fare parte dell’LDS Church. Come hanno reagito le persone Mormone o non Mormone?
Alcuni Mormons, specialmente chi mi conosceva, sono rimasti molto sorpresi dal tema del mio romanzo. “Vampiri?” Hanno detto, con un tono di voce adatto a criticare. Poi hanno aggiunto virtuosamente: “Non leggo questo tipo di libri.” (Non tutti hanno detto queste cose, alcuni erano molto entusiasti). Così mi sono affrettata a spiegargli che il mio romanzo non era come quelli che si leggono di solito. Inconsciamente, nella storia ho inserito molte delle mie ragioni di vita. La libera azione è un grosso tema, poiché è un sacrificio. Uno dei miei fan mi ha scritto: “invece del sangue rappreso e del terrore c’è un bellissimo entusiasmo.” (okkei, forse era un po’ troppo di parte). Persino dopo che io ho spiegato tutto questo, ho avuto ancora amici dell’LDS (e della famiglia allargata) che mi guardavano in modo strano. Molti dei non Mormons, ho fatto i conti con loro da New York, e avete un’idea, anche se minima, di com’è un “Mormons”. Questi lavori andavano anche a mio vantaggio qualche volta –facevano cose per me, fuori dal rispetto per la mia religione, che non avrebbero fatto per qualcun altro. Per esempio, ho detto loro che non lavoro di Domenica, così sono usciti dai loro schemi quotidiani e hanno arrangiato gli eventi di modo che io potessi essere a casa ogni Domenica. Quando il mio editore disse che voleva rapporti prematrimoniali nella storia gli ho spiegato che non volevo scrivere queste cose, e ha lasciato perdere. Ovviamente, quello che loro sanno sui Mormons sono sempre i soliti fatti infamanti. Qualcuno con cui ho lavorato a New York mi ha chiesto una volta –completamente serio- quante mogli aveva il permesso di avere mio marito.

Sono un fan delle piccole grandi fiction. Provo ancora piacere nel vedere lavori come la serie “The Dark Is Rising” di Susan Cooper, “Westmark” di Alexander Lloyd e “Hakon of Rogan’s Saga” che ho letto per la prima volta a dodici o tredici anni. Sapevi fin dall’inizio che “Twilight” sarebbe diventato un piccolo grande romanzo? Quali autori o lavori del genere sono i tuoi preferiti?
All’inizio, non avrei mai pensato che “Twilight” sarebbe diventato un romanzo. Non avevo nessuna aspettativa o direzione. Ho scritto solo perché mi sentivo elettrizzata e perché volevo vedere in che modo sarebbe finita la storia. Ho scritto anche perché mi ero innamorata dei miei personaggi e se non scrivevo sentivo come se li stessi trascurando. Non ho mai pensato di pubblicarlo fino al momento in cui ho scritto quella che sapevo sarebbe stata veramente l’ultima riga. Non pensavo minimamente all’YA. Dopotutto, avevo scritto la storia solamente per me stessa (e per la mia sorella maggiore, che era l’unica che aveva il permesso di sapere cosa stessi facendo) ed avevo 29 anni. Non è stato così fino a che ho cominciato a cercare un agente, avevo intenzione di sottoporre la storia a qualcuno che rappresentasse l’YA (perché era rappresentata in una scuola superiore). Ho sottoposto tutto nello stesso tempo ad adulti e all’YA, è stato un agente dell’YA che per primo mostrò un certo interesse. I miei scrittori preferiti dell’YA sono L.M. Montgomery (leggo ancora la serie “Anne Of Green Gables” ogni anno o giù di lì), C.S. Lewis, Louisa May Alcott...E’ difficile ricordarsi chi sia YA e chi no –ho letto libri per adulti prima di tornare all’YA, anche alcuni libri come “Romeo And Juliet” o “Gone With The Wind”- ho pensato a loro come YA perché li ho letti prima di avere 10 anni.

Quando per la prima volta ti ho mandato un e-mail riguardo all’intervista per AMV, ero preoccupato che tu fossi troppo occupata con la pubblicità nazionale, ma tu dissi che eri molto più occupata riguardo ai piani per la Enrichment Night e al fare i vestiti per i tuoi bambini per la notte di Halloween. Tutto questo fa sorgere una domanda che spesso torna ad assillare i lettori di LDS. Com’è il tuo modo di scrivere? Come fai a trovare il tempo di scrivere?
Io sono nuova in questo campo e il mio modo di scrivere si sta ancora evolvendo. Sono fortunata che “Twilight” non sia una completa catastrofe, perché non ho schemi o un’idea precisa di dove la trama potrebbe andare sebbene abbia scritto prima la seconda parte (ho scritto dal centro del romanzo alla fine, e poi sono tornata indietro e ho scritto la parte iniziale fino a che i due pezzi non si sono incontrati). Ad essere onesta mi sento come se fossi stata guidata attraverso questo processo. Ora devo essere più organizzata. Mentre stavo scrivendo il seguito di “Twilight” ho dettagliato gli schemi che ho usato poi per stendere la serie. Mi piace scrivere prima le scene più belle (come mangiare il gelato prima dei broccoli). Le ho chiamate le scene dei “soldi”. Queste scene avrebbero potuto evocarne altre, avevo 400 pagine piene di materiale di valore. Tutto quello che avrei voluto mettere nella storia andava in quelle pagine e ci scrivevo anche i cambiamenti, le descrizioni e le esposizione che avrei saltato. Tutto questo mi ha motivato molto nello scrivere in questo modo –non mi sono mai impantanata in una parte difficoltosa, e poi, quando li ho uniti assieme, ero così realizzata di aver finito che persino le parti più noiose erano eccitanti. Proprio adesso sto lavorando su uno sci-fi adulto, e sto scrivendo i fatti cronologicamente per la prima volta. È molto diverso, ma ho molte persone che stanno leggendo durante questo periodo, e li aiutano a non perdere il filo del discorso. Scrivo specialmente di notte, dalle otto –quando i miei bambini vanno a letto- fino a che non svengo dalla spossatezza. Alcune volte curo la pubblicazione anche di giorno, ma le parole non sembrano scorrere nello stesso modo quando vengo interrotta continuamente. Ci sono alcune negoziazioni. Sono solita seguire pochi programmi televisivi, ma non posso seguire niente ora come ora – mi fa innervosire sedermi davanti allo schermo e sprecare tempo. Questo tempo lo uso per leggere 3 o 4 libri a settimana, ma non riesco a leggere mentre sto scrivendo. Ero solita fare un album e ogni genere di cosa furba che mi riusciva di fare, ma ho scoperto che c’è così tanta creatività nel mio corpo –sta tutta fluendo in uno sbocco ora, e non c’è più tempo che avanza per i miei vecchi hobbies. Immagino che la estinguerò un giorno, e poi tornerò alle precedenti ossessioni per un po’.

Stai lavorando al seguito di “Twilight”. Hai mai pesnato di scrivere specificatamente per il mercato dei Mormons? Quale altro genere o modo di scrivere ti interessa?
Come ho già detto, sto lavorando ad storia di fantascienza per adulti (quando non curo la pubblicazione). Quando ho delle idee per un libro, di solito scrivo un sommario o una sinossi e metto tutto in una cartella fino a che non ne ho bisogno. Ho alcuni pezzi di un grande mistero di omicidio, una lista di adulti, e un tempo per scrivere il romanzo per YA. Ho anche una Mormon commedia/tragedia per YA, della quale ho scritto 4 capitoli (si chiama “ The Bad Girl”). So esattamente come andrà a finire, è solo questione di tempo prima che la finisca. Non ho tempo di occuparmene ora. Quindi sono interessata a qualunque cosa. Penso che succeda spesso quando leggi un po’ di tutto.

Quali professori e/o esperienze al BYU hanno influenzato il tuo modo di scrivere?
Sono lontana dalla creatività che ha classificato tutta la mia carriera scolastica. Sono terrorizzata dalla creatività –non penso che le storie che mi vengono in mente possano essere interessanti per qualcun altro, e non penso di poterne produrre a comando. Il professore che mi ha influenzato di più è stato Stephen Walzer, maggiormente perché è così brillante. Il modo in cui la sua mente lavora è affascinante, e mi ha aiutato a guardare la letteratura in modi differenti da quelli tradizionali. Sono veramente i libri che hanno influenzato maggiormente il mio modo di scrivere più di qualunque altro.

Hai letto lavori fatti da altri scrittori Mormons? Quali sono alcuni dei tuoi preferiti e perché?
Non ho mai veramente prestato attenzione a chi era Mormon e chi no. So che Orson Scoot Card è un Mormon, ma non lo sapevo fino a che non mi sono innamorata della sua serie “Ender Game”. OSC è uno dei miei tre scrittori preferiti (prima ci sono Jane Austen e Shakespeare), ma questo non ha niente a che fare con il suo magnifico modo di scrivere. Mentre altri scrittori Mormon...allora, ho letto molti dei libri di Jack Weyland quando frequentavo le superiori (e ho praticato la polka con suo figlio Jed mentre ero alla BYU)...non mi viene in mente altro al momento.

Gli accordi per il film di “Twilight sono già stati presi. Spero ti troverai bene nel lungo e tortuoso processo del prendere una storia e portarla sul grande schermo. Ma veniamo alla parte divertente: chi vedresti bene nel recitare i ruoli di Bella ed Edward (e sentiti libera di includere attrici e attori che sono stati ragazzi nel passato, ma che ora sono troppo grandi per prendere la parte)? Quali registi pensi sarebbero capaci di interpretare meglio la storia?
Sono una persona molto visiva –quando leggo un libro, solitamente mi immagino il cast come lo vorrei io. Così, molto prima di sapere che stavo scrivendo un romanzo, avevo già il cast pronto nella mia testa. L’attore che prediligo per interpretare Edward è Henry Cavill (un quasi sconosciuto attore inglese che ha recitato nel ruolo di Albert, il figlio teenager nella versione più recente del “Conte Di Monte Cristo”). Mi sono veramente appassionata su come ha interpretato quel ruolo, e, se avrò la possibilità di parlare con qualcuno sugli aspetti del film, il suo nome sarà il primo che dirò. Ovviamente, sarà presto troppo vecchio per il 17enne Edward, quindi sarà fattibile solo se il film si farà presto. Bella....sono un po’ schizzinosa al riguardo. Dovrebbe essere una “ragazza qualunque” e quindi ci sono un sacco di persone che penso potrebbero fare un buon lavoro. Emily Browning (famosa per Lemony Snickets) è la mia prima scelta al momento, ma cambia spesso. La mia più grande preoccupazione su Bella è che possano prendere qualche orribile ragazza attrice/musicista, così poi dovrò uccidermi. Non ho una reale preferenza riguardo al regista. Sicuramente, preferirei prendere Steven Spielberg o Ron Howard se fossero liberi...

Grazie Stephenie!

Fonte
Grazie a La Dide • per la traduzione



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