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Amore al primo morso
Stephenie Meyer parla di vampiri, amore giovanile, e del suo primo romanzo ‘Twilight’
By Rick Margolis -- School Library Journal, 10/1/2005
Sei stata sorpresa quando ‘Twilight’ fu acquistato per più di $500,000, e i diritti del film furono venduti?
Mi sentii molto strana, per un po’ di tempo come se fosse una specie di tiro mancino. E ora, non ci credo ancora. E’ sempre strano per me ogni volta che qualcuno dice: “Wow, l’ho veramente amato!”.
Come potresti descrivere la storia?
Me la sono vista brutta. Perché se dico a qualcuno: “Sai, è sui vampiri”, poi subito hanno si fanno un’idea su come è fatto il libro. Ma, non è assolutamente come gli altri libri sui vampiri che ci sono in circolazione – quelli di Anne Rice e i pochi che ho letto. Non è una sorta di mondo oscuro, tetro e assetato di sangue. Poi quando dici: “E’ ambientato in una scuola superiore” molte persone lo inseriscono in un altro contesto. È facile classificare le cose avendo a disposizione descrizioni differenti.
Come ti è venuta in mente la storia?
Può sembrare divertente, ma ho fatto un sogno. Ricordo perfino la data in cui è successo, perché avevo fatto lezioni di nuoto a partire da quel giorno e tutti gli sforzi venivano a galla. Era mattino presto. Mi ero svegliata ed era ancora così realistico. Era molto più carino di come è ora il capitolo 13 del libro. È la scena nel prato. Quindi ho ottenuto veramente che l’intero personaggio di Edward venisse spiegato. Lui è lì. Bella prende un po’ di iniziativa. È stata solo questione di sedersi e scrivere il libro da questa scena fino alla fine, e poi sono tornare indietro e scrivere l’inizio, così da dare un senso a tutto il racconto.
Quando eri una ragazza, ti sei mai innamorata di qualcuno, così come Bella con Edward?
Si, una volta, e non ha avuto una fine felice come la loro.
È stato complicato ritrarre i vampiri così comprensivi, solidali, compassionevoli?
Loro finiscono per essere vampiri nel modo che vogliono perché ho delle opinioni molto solide sulla libertà di pensiero. Non importa la posizione che hai, hai sempre la possibilità di scegliere. Così ho creato questi personaggi che, tradizionalmente, occupano una posizione in cui dovrebbero essere i cattivi, ma, invece, scelgono di fare qualcosa di differente – un tema che è sempre molto importante per me.
L’intensità delle emozioni di ‘Twilight’ mi rimandano a Jane Austene e alle sorelle Bronte......
Amo la Austen e le sorelle Bronte. “Anne of green gables” libro di L. M. Montgomery mi ha influenzato molto, e Orson Scott è uno dei miei scrittori preferiti.
Shakespeare è l’autore che mi ha maggiormente influenzato. Ho sempre ammirato quello che lui ha fatto.
È stato difficile scrivere un romanzo dovendo crescere 3 giovani ragazzi?
Ho scritto molto durante la notte, perché dopo che loro erano andati a letto era il momento migliore per concentrarsi. Ma durante il giorno, non potevo certo stare lontana dal computer, così facevo su è giù per le scale tantissime volte. Mi sedevo e scrivevo poche righe, e poi dovevo alzarmi e dare a qualcuno del succo, poi sedermi ancora e scrivere altre poche righe, poi andare a cambiare un pannolino.
‘Twilight’ è un romanzo di 498 pagine. La storia ti ha fatto sfogare?
Eccedeva in smancerie. In un giorno positivo potevo scrivere 10 o 12 pagine. Se era un bel capitolo andavo avanti. Quindi è avvenuto tutto molto velocemente. Certo, ci sonos atte altre parti che sono arrivate più lentamente, ma alla fine scorrevano bene. Ho iniziato il 2 Giugno 2003 e ho finito giusto giusto alla fine di Agosto.